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01/08/2012

RIORGANIZZAZIONE DEI TRIBUNALI: Proposta di parere alternativo contrario

Lorenzo RIA (UdCpTP) dichiara di non essere assolutamente soddisfatto della nuova proposta dei relatori, la quale come quella precedente non affronta assolutamente in maniera soddisfacente la questione della soppressione di tutte le sezioni distaccate di tribunale senza tener conto delle esigenze dei diversi territori. Il parere su tale punto dovrebbe invece essere ben più incisivo individuando tutte le situazioni territoriali che necessitano di un presidio giudiziario e che invece ne sono state private. Per tale ragione dichiara di non ritirare la propria proposta alternativa di parere.
 
 
 
 
Atto del Governo: 494

Schema di decreto legislativo recante nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero

 

Proposta alternativa di parere

 
La Commissione Giustizia,
 

esaminato lo schema di decreto legislativo in oggetto, diretto ad attuare la delega di cui all’art. 1, commi 2 e 4 della legge 14 settembre 2011, n. 148, relativo alla nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero;

 
rilevato che:
 

la distribuzione degli Uffici Giudiziari sul territorio deve ritenersi fondamentale nel rapporto giustizia, territorio, cittadino e non può essere attuata senza tenere in considerazione tutti i criteri posti dalla legge delega;

 

pertanto, qualsiasi revisione della Geografia Giudiziaria, non può prescindere dal garantire il diritto dei cittadini ad una giustizia realmente accessibile, da ritenersi bisogno primario della collettività, e deve essere finalizzata a ridistribuire in misura proporzionale l’attuale territorio tra gli Uffici già esistenti, così da creare presidi contermini realmente omogenei;

 

in base all’articolo 1 della legge delega, il Governo dovrà, ai sensi della lettera b) ridefinire la geografia giudiziaria, ovvero l’assetto territoriale degli uffici giudiziari, eventualmente anche trasferendoterritori dall’attuale circondario a circondari limitrofi, anche al fine di razionalizzareil servizio giustizia nelle grandi aree metropolitane;

 

nel determinare i criteri per la riorganizzazione degli uffici giudiziari, la delega aveva individuato, quale criterio prioritario, quello della ridefinizione territoriale (lett. b); tale riequilibrio doveva essere eseguito con  attribuzione di porzioni di territorio limitrofi (lett e) secondo «criteri oggettivi e omogenei» checomprendano i seguenti parametri, tutti irrinunciabili e correlati tra loro:estensione del territorio; numero degli abitanti; carichi di lavoro; indice delle sopravvenienze; specificità territoriale del bacino di utenza, anche con riguardo alla situazione infrastrutturale; presenza di criminalità organizzata;

 
preso atto che:
 

lo spirito della delega, finalizzato a razionalizzare i circondari, rischia di essere vanificato qualora, come è riscontrabile nello schema di decreto legislativo in esame, si privilegiasse il concetto della soppressione a quello della ridistribuzione, sul presupposto, di una sussidiarietà del criterio della lettera e);

 

si assisterebbe, infatti, alla soppressione di 37 Tribunali non aventi sede in Comuni capoluogo di Provincia, 38 Procure della Repubblica e tutte le 220 sezioni distaccate;

 

la riduzione è da ritenersi, al contrario, criterio eventuale, sussidiario e da attuarsi solo qualora, con l’applicazione di quanto previsto ai punti b) ed e) non si fosse raggiunta una omogenea ridistribuzione degli uffici contermini esistenti, infatti, il “riequilibrio delle attuali competenze territoriali” viene individuato come “prioritaria linea di intervento”;

 

per le sezioni distaccate la delega, alla lettera d), prevede la soppressione ovvero la loro riduzione, sempre però nel rispetto dei criteri indicati e cioè quelli ritenuti oggettivi ed omogenei in sede di distribuzione territoriale;

 

non si può ritenere che il legislatore volesse annullare interamente la giustizia di prossimità, già fortemente interessata dal provvedimento sui Giudici di Pace, tant’è che la relazione aveva ritenuto sopprimibili 160 sezioni tra le attuali 220;

 

la proposta in esame ha invece ritenuto di sopprimere tutte le sezioni sul presupposto che sarebbe venuto meno la loro necessità, anche per la scarsa efficienza mostrata;

 

se tale impostazione fosse accolta l’effetto sarebbe quello di privare territori talvolta di rilevanti dimensioni, fortemente popolati, e difficilmente raggiungibili, del presidio giudiziario: effetto che appare estremamente penalizzante per i cittadini;

 

per evitare, con una generalizzata soppressione, di vanificare investimenti già attuati in risorse umane ed economiche e soprattutto di annullare definitivamente la Giustizia di prossimità, patrimonio indiscutibile e insostituibile del nostro sistema, è possibile valorizzare, attraverso gli stessi criteri indicati per i Tribunali minori, anche le Sezioni distaccate, in territori di rilevanti dimensioni, fortemente popolati, e difficilmente raggiungibili;

 

si sarebbero potuti adottare criteri oggettivi finalizzati ad una redistribuzione omogenea degli uffici giudiziari sul territorio, che rispetti il diritto di accesso alla giustizia da parte dei cittadini, prevedendo almeno una sezione distaccata in quei circondari di tribunale che superino i parametri del numero di abitanti superiore a 363.769 e dell’estensione territoriale superiore a 2.169 kmq, entrambi valori soglia indicato dal Governo, con esclusione delle grandi aree metropolitane richiamate all’art. 1, co. 2, lett. b) della delega;

 

vi sarebbe stata la possibilità di applicare l’ulteriore parametro della distanza lineare dal tribunale di riferimento, per posizionare l’ipotetica sezione distaccata laddove il circondario presenti i requisiti per mantenerne almeno una (la misura della distanza lineare, in assenza di parametri già indicati dal Governo, dovrebbe essere calcolata facendo riferimento ad una distanza utile per il cittadino medio, ad esempio, 50 km);

 

era necessario considerare anche la possibilità di ridefinire i confini di competenza territoriale, attraverso un accorpamento dei comuni ad oggi confinanti tra le attuali competenze territoriali di sezione, per adattare le nuove distanze al rinnovato assetto della geografia giudiziaria, la localizzazione della sezione distaccata potrebbe dipendere da una valutazione di maggiore o minore isometria rispetto ai confini territoriali (ovvero, scegliere quella più centrale in riferimento ai nuovi confini territoriali di sezione);

 

per garantire il raccordo tra uffici giudiziari, nella stessa sede in cui, all’esito dell’applicazione degli indicati parametri, si fossero allocate le sezioni distaccate, era necessario prevedere anche l’Ufficio del Giudice di Pace,

 
esprime
 

parere contrario 

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