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01/08/2012

Progetto di riorganizzazione delle sezioni distaccate dei tribunali

Progetto per una geografia giudiziaria omogenea

 
Premesso che:
 

la distribuzione degli Uffici Giudiziari sul territorio deve ritenersi fondamentale nel rapporto giustizia, territorio, cittadino e non può essere attuata senza tenere in considerazione tutti i criteri posti dalla legge delega;

 

pertanto, qualsiasi revisione della Geografia Giudiziaria, non può prescindere dal garantire il diritto dei cittadini ad una giustizia realmente accessibile, da ritenersi bisogno primario della collettività, e deve essere finalizzata a ridistribuire in misura proporzionale l’attuale territorio tra gli Uffici già esistenti, così da creare presidi contermini realmente omogenei;

 

in base all’articolo 1 della legge delega, il Governo dovrà, ai sensi della lettera b) ridefinire la geografia giudiziaria, ovvero l’assetto territoriale degli uffici giudiziari, eventualmente anche trasferendoterritori dall’attuale circondario a circondari limitrofi, anche al fine di razionalizzareil servizio giustizia nelle grandi aree metropolitane;

 

nel determinare i criteri per la riorganizzazione degli uffici giudiziari, la delega aveva individuato, quale criterio prioritario, quello della ridefinizione territoriale (lett. b); tale riequilibrio doveva essere eseguito con  attribuzione di porzioni di territorio limitrofi (lett e) secondo «criteri oggettivi e omogenei» checomprendano i seguenti parametri, tutti irrinunciabili e correlati tra loro:estensione del territorio; numero degli abitanti; carichi di lavoro; indice delle sopravvenienze; specificità territoriale del bacino di utenza, anche con riguardo alla situazione infrastrutturale; presenza di criminalità organizzata;

 

lo spirito della delega, finalizzato a razionalizzare i circondari, rischia di essere vanificato qualora, come è riscontrabile nello schema di decreto legislativo in esame, si privilegiasse il concetto della soppressione a quello della ridistribuzione, sul presupposto, di una sussidiarietà del criterio della lettera e);

 

si assisterebbe, infatti, alla soppressione di 37 Tribunali non aventi sede in Comuni capoluogo di Provincia, 38 Procure della Repubblica e tutte le 220 sezioni distaccate;

 

la riduzione è da ritenersi, al contrario, criterio eventuale, sussidiario e da attuarsi solo qualora, con l’applicazione di quanto previsto ai punti b) ed e) non si fosse raggiunta una omogenea ridistribuzione degli uffici contermini esistenti, infatti, il “riequilibrio delle attuali competenze territoriali” viene individuato come “prioritaria linea di intervento”;

 

per le sezioni distaccate la delega, alla lettera d), prevede la soppressione ovvero la loro riduzione, sempre però nel rispetto dei criteri indicati e cioè quelli ritenuti oggettivi ed omogenei in sede di distribuzione territoriale;

 

non si può ritenere che il legislatore volesse annullare interamente la giustizia di prossimità, già fortemente interessata dal provvedimento sui Giudici di Pace, tant’è che la relazione aveva ritenuto sopprimibili 160 sezioni tra le attuali 220;

 

la proposta in esame ha invece ritenuto di sopprimere tutte le sezioni sul presupposto che sarebbe venuto meno la loro necessità, anche per la scarsa efficienza mostrata;

 

se tale impostazione fosse accolta l’effetto sarebbe quello di privare territori talvolta di rilevanti dimensioni, fortemente popolati, e difficilmente raggiungibili, del presidio giudiziario: effetto che appare estremamente penalizzante per i cittadini;

 

per evitare, con una generalizzata soppressione, di vanificare investimenti già attuati in risorse umane ed economiche e soprattutto di annullare definitivamente la Giustizia di prossimità, patrimonio indiscutibile e insostituibile del nostro sistema, è possibile valorizzare, attraverso gli stessi criteri indicati per i Tribunali minori, anche le Sezioni distaccate, in territori di rilevanti dimensioni, fortemente popolati, e difficilmente raggiungibili;

 
si propone
 

l’adozione di criteri oggettivi finalizzati ad una redistribuzione omogenea degli uffici giudiziari sul territorio, che rispetti il diritto di accesso alla giustizia da parte dei cittadini;

 

si potrebbe, ad esempio, convenire sulla necessità di mantenere almeno una sezione distaccata in quei circondari di tribunale che superino determinati parametri legati al numero di abitanti e all’estensione territoriale, escludendole grandi aree metropolitane richiamate all’art. 1, co. 2, lett. b) della delega (Roma, Napoli, Milano, Torino e Palermo);

 

per valorizzare i criteri già indicati dal Governo si potrebbe prevedere almeno una sezione distaccata in quei circondari che superino il valore soglia della popolazione media di 363.769 abitanti nonché, congiuntamente, il parametro dell’estensione territoriale superiore a 2.169 Kmq;

 

si, potrebbe, da ultimo, adottare l’ulteriore parametro della distanza lineare dal tribunale di riferimento, per posizionare l’ipotetica sezione distaccata laddove il circondario presenti i requisiti per mantenerne almeno una (la misura della distanza lineare, in assenza di parametri già indicati dal Governo, dovrebbe essere calcolata facendo riferimento ad una distanza utile per il cittadino medio, ad esempio, 50 km);

 

infine, considerata anche la possibilità di ridefinire i confini di competenza territoriale, attraverso un accorpamento dei comuni ad oggi confinanti tra le attuali competenze territoriali di sezione, per adattare le nuove distanze al rinnovato assetto della geografia giudiziaria, la localizzazione della sezione distaccata potrebbe dipendere da una valutazione di maggiore o minore isometria rispetto ai confini territoriali (ovvero, scegliere quella più centrale in riferimento ai nuovi confini territoriali di sezione);

 

concludendo, per garantire il raccordo tra uffici giudiziari, laddove all’esito dell’applicazione dei nuovi parametri si localizzerebbero alcune sezioni distaccate – che allo stato dello schema di decreto sono tutte soppresse – nella stessa sede si prevedrebbe anche l’Ufficio del Giudice di Pace.

 

L’adozione di tali parametri permetterebbe una redistribuzione più equa sul territorio dei presidi giudiziari, valorizzando, peraltro, la necessaria coerenza rispetto allo spirito della legge delega.

 
 
 
 
 
 
 

Prospetto risultante dall’applicazione dei nuovi criteri.

 
 

Popolazione superiore al valore soglia di 363.769 abitanti

+

Estensione superiore al valore soglia di 2.169 kmq  per circondario di Tribunale:

 
Tabella A[1]
 
n.
Corte d’appello
Nuovo tribunale
Popolazione 2011
Estensione (kmq)
 
Roma
Roma
2.612.068
1.308
 
Milano
Milano
1.843.587
449
 
Torino
Torino
1.674.292
3.556
 
Napoli
Napoli
1.346.669
281
1
Brescia
Brescia
1.240.194
4.734
 
Milano
Monza
1.110.568
460
2
Brescia
Bergamo
1.087.401
2.723
3
Bari
Bari
1.086.707
3.309
 
Milano
Busto Arsizio
981.306
821
4
Bologna
Bologna
974.903
3.687
5
Catania
Catania
960.987
2.661
6
Firenze
Firenze
955.593
3.438
 
Napoli
S.ta Maria Capua Vetere
892.149
2.459
 
Palermo
Palermo
879.513
1.155
7
Venezia
Treviso
877.905
3.319
 
Genova
Genova
865.616
2.054
8
Venezia
Vicenza
859.987
2.725
9
Lecce
Lecce
803.554
2.759
10
Cagliari
Cagliari
781.582
7.540
 
Venezia
Padova
774.451
1.456
 
Venezia
Venezia
754.615
1.832
11
Venezia
Verona
746.204
2.278
12
Catanzaro
Cosenza
715.485
6.650
1413
Bologna
Modena
687.237
2.683
 
Napoli
Napoli Nord
680.618
225
14
Bari
Foggia
667.497
7.192
15
Milano
Pavia
656.919
3.282
 
Roma
Velletri
602.728
1.100
 
Milano
Como
587.547
1.288
16
Taranto
Taranto
579.836
2.429
17
Venezia
Rovigo
546.977
3.319
 
Napoli
Nola
545.041
406
18
Roma
Latina
544.391
2.250
19
Torino
Ivrea
535.302
3.068
20
Bologna
Reggio Emilia
518.011
2.293
 
Milano
Lodi
516.869
1.132
 
Bari
Trani
512.016
1.829
21
Roma
Frosinone
505.537
3.424
22
Bolzano
Bolzano
505.067
7.400
 
Salerno
Salerno
486.135
2.099
 
Roma
Tivoli
485.840
1.841
 
Ancona
Ancona
475.038
1.940
 
Napoli
Torre Annunziata
463.590
259
23
Torino
Alessandria
459.968
3.926
24
Palermo
Agrigento
447.310
3.045
25
Catania
Ragusa
431.378
2.735
26
Bologna
Parma
428.652
3.449
27
Perugia
Perugia
427.268
3.261
28
Trieste
Udine
418.730
4.100
29
Torino
Cuneo
415.740
5.777
30
Brescia
Mantova
411.278
2.373
 
Milano
Varese
410.608
786
31
VeneziaàTrieste
Pordenone
408.332
2.888
32
Firenze
Pisa
404.004
2.185
 
Lecce
Brindisi
401.207
1.840
33
Torino
Asti
398.220
2.478
 
Catania
Siracusa
397.952
2.109
 
Salerno
Nocera Inferiore
394.362
321
34
Bologna
Forlì
390.381
2.377
 
Firenze
Lucca
388.922
1.773
35
L’Aquila
Chieti
388.280
2.588
36
Trento
Trento
387.312
5.159
 
Bologna
Ravenna
385.976
1.858
37
Napoli
Benevento
373.126
2.852
38
Catanzaro
Catanzaro
366.157
2.436
 

Si tratta in tutto di 38 circondari di tribunali che possiedono sia il requisito del numero di abitanti superiore al valore soglia di 363.769 sia il requisito dell’estensione superiore a 2.169 kmq; volendo prevedere almeno una sezione distaccata per ogni circondario che supera tale valore, si avrebbero, dunque, 39 sezioni distaccate (con un dato di soppressione pari a 181 sezioni, invece delle totali 220).

 
Ulteriori criteri selettivi
 
 

Resterà da verificare, una volta definiti i parametri da adottare nella selezione dei circondari di tribunali che manterrebbero almeno una sezione distaccata, dove ubicare quest’ultima. A tal proposito si potrebbe adottare il criterio della distanza lineare delle attuali sezioni con il tribunale di riferimento, fissando un valore soglia (ad esempio 50 km). In caso di più sezioni distaccate, nell’ambito dello stesso circondario, in possesso del requisito della distanza lineare dal tribunale superiore al valore soglia fissato, l’opzione potrebbe ricadere su quella in posizione più isodistante (più centrale) rispetto ai confini del territorio di competenza. Inoltre, è necessario evidenziare che gli attuali confini territoriali delle sezioni distaccate sono tutt’altro che intangibili: bisognerà, dunque, analizzare caso per caso i territori interessati, al fine di ottenere una distribuzione omogenea degli uffici giudiziari.



[1] Nella tabella sono indicati in grassetto i circondari di tribunale che superano sia il valore soglia di 363.769 abitanti sia quello di 2.169 kmq e in rosso quelli delle grandi aree metropolitane richiamate all’art. 1, co. 2, lett. b) della delega (escluse dall’applicazione dei criteri). 

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