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10/02/2011

Nuovo Quotidiano di Puglia: "Regione Salento, ecco perchè l'iter era sbagliato" di Lorenzo Ria

Il primo febbraio scorso la Corte di Cassazione, dichiarando illegittima la richiesta di istituire la nuova Regione perché le delibere dei comuni proponenti non rispettavano i requisiti di legge, ha definitivamente archiviato qualsiasi velleità secessionista del Comitato Promotore.
Eppure ancora si legge sui giornali – cito il Prof. Melica (Nuovo Quotidiano di Puglia di lunedì 7 febbraio scorso) - della volontà di “richiedere ai Comuni rappresentanti un terzo della popolazione delle aree delle tre Province di adeguare le delibere adottate”. E lo si fa prendendo come riferimento l’iter – non ancora concluso - che invece riguarda l’istituzione della Regione Principato di Salerno, per cui è stata sollevata questione di legittimità davanti alla Corte Costituzionale.
Ora, per amore di verità, invito i cittadini interessati, e soprattutto i responsabili del Comitato, a leggere con attenzione la “Dichiarazione di illegittimità di richiesta di referendum, relativa alla istituzione della Nuova Regione Salento” che la Corte Suprema di Cassazione - Ufficio Centrale per il Referendum emana con ordinanza 1 febbraio 2011, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 28 del 4 febbraio 2011, nella quale di evincono non solo gli errori procedurali commessi dai promotori e i maldestri tentativi di integrare successivamente le delibere di Consiglio comunale con “provvisorie” delibere di Giunta, ma anche la definitiva conclusione dell’iter, causa la bocciatura della richiesta. Per comodità del lettore, di seguito riporto la parte dispositiva dell’ordinanza, che è più eloquente di ogni altra argomentazione:
 “Ritenuto che, ai sensi dell'art. 132 della Costituzione, presupposto per la creazione di nuova Regione è la richiesta di tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate; che le deliberazioni comunali a tal fine presentate a questo Ufficio non contengono la richiesta dei Consigli volta alla creazione della Regione Salento, ma solo la richiesta che le popolazioni interessate siano chiamate a referendum per decidere se distaccarsi dalla Regione Puglia e istituire la Regione Salento; che la mancanza del presupposto previsto dalla Costituzione rende inutile attendere il decorso del termine per eventuali integrazioni previsto dall'art. 42 ultimo comma della legge 25 maggio 1970, n. 352, e impone l'immediata dichiarazione della illegittimità della domanda: L’Ufficio Centrale per il Referendum dichiara illegittima la richiesta dei Comuni sopra indicati relativa alla istituzione della nuova Regione Salento”.
Mi chiedo come il Prof. Melica possa invitare ancora i Comuni ad integrare le delibere dal momento che la Corte di Cassazione esclude chiaramente questa possibilità, definendo “inutile” attendere il decorso del termine di legge per eventuali integrazioni.
Mi auguro, dunque, che questo mio contributo possa mettere fine alle illusioni che il Comitato Promotore continua a fabbricare. E che questo sia davvero l’ultimo atto di un progetto che sin dall’inizio aveva presupposti e metodologie inadeguati al contesto socio-politico-culturale e tutto andava cercando tranne che il benessere e lo sviluppo del nostro territorio.
 

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