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05/06/2012

Intervento in Aula dell'On. Lorenzo Ria sul ddl "anticorruzione"

DDL "Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione"

ESAME ART. 5

"Signor Presidente, intervengo per dichiarare il sostegno del mio gruppo all'approvazione dell'articolo 5, così com'è stato modificato dall'azione e dall'emendamento proposto dal Governo. Anzi, vorrei cogliere l'occasione per dire che il lavoro svolto dal Ministro Patroni Griffi su questo articolo, come sul restante assetto preventivo del provvedimento, a mio avviso, è encomiabile ed è il frutto tangibile di un'estrema competenza in materia; prerogativa quest'ultima dalla quale non si può prescindere per dar vita ad un intervento normativo organico e coerente, così come ci stiamo impegnando a fare.
L'anticorruzione necessita, infatti, di un'azione di contrasto mirata e specifica che non permetta di tralasciare gli aspetti precipuamente collegati all'indagine. Mi riferisco, soprattutto, all'importanza di individuare un sistema che garantisca il più possibile che la notizia criminis, anzitutto, giunga all'autorità giudiziaria, alla Corte dei conti, ovvero ai soggetti su cui incombe l'obbligo di denuncia.
L'esperienza ha dimostrato, infatti, che questo genere di reati incontra un particolare limite proprio nella fase cosiddetta di emersione della notizia; le condotte che li caratterizzano sono infatti tangenti, per così dire, naturalmente, rispetto allo svolgimento dei compiti connessi al ruolo del dipendente pubblico e facilmente si confondono e restano coperti dall'atteggiamento di chi non denuncia per timore di ritorsioni nell'ambiente stesso di lavoro. Giudico dunque più che appropriata la misura prevista dall'articolo 5 laddove garantisce la tutela del dipendente pubblico che denuncia fatti illeciti, imponendo un sistema che lo protegga da eventuali misure discriminatorie.
Ritengo di poter esprimere lo stesso giudizio rispetto all'ultima delle modifiche apportate, ovvero quella che estende la tutela del dipendente anche al procedimento disciplinare. Particolarmente indicata a perseguire lo scopo mi sembra, peraltro, la sottrazione della denuncia all'accesso previsto dagli articoli 22 e seguenti della legge sul procedimento amministrativo.
Mi avvio a concludere, ma, per la verità, vorrei esprimere qualche dubbio sull'introduzione, all'interno della clausola di riserva iniziale, del riferimento all'articolo 2043 del codice civile, che pure ho concorso ad approvare votando l'emendamento del collega Sisto, quand'anche la richiesta di accertamento del danno sia fondata su fatti di calunnia o diffamazione. Le ragioni del mio dubitare attengono al piano applicativo e stanno ovviamente nella differente articolazione dei processi penale e civile che, a mio parere, non può essere superata su basi sostanziali e cioè quando si ricorra in sede civile, seppure sulla base di fatti rilevanti penalmente dei quali il giudice accerta la sussistenza ai soli fini storici per fondare il presupposto del danno ingiusto. A parte queste ultime osservazioni, credo di poter affermare che l'articolo 5 nel suo complesso rappresenti, sul piano normativo, un punto di forte raccordo tra diritto sostanziale e diritto processuale; per tali motivi ribadisco il voto favorevole del mio gruppo all'articolo in esame".

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