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28/11/2012

ENORMI BENEFICI DAL TRAMONTO DEI CAMPANILI

di Lorenzo Ria

È stato emozionante, per me che da tempo professo la necessità di rinnovare le autonomie locali in Italia, leggere sulla stampa la notizia di un sogno che si è fatto realtà. Domenica 25 novembre, infatti, non è stata solo la giornata delle primarie del centrosinistra: per alcuni Comuni dell’Emilia – Romagna è stata la giornata della svolta democratica verso la fusione. Una giornata storica che non dimenticheranno e che cambierà il destino di quelle ancora poco note comunità del bolognese che non hanno avuto paura di cambiare volto e hanno convocato i cittadini per dire sì con un referendum alla creazione del nuovo Comune unico che si chiamerà “Valsamoggia”.

Questi cinque centri emiliani (Bazzano, Castello di Serravalle, Crespellano, Monteveglio e Savigno) non sono Comuni polvere, anzi. Ognuno di loro ha una precisa identità: alcuni hanno vocazione industriale e altri no, alcuni sono in pianura e altri in collina; e questo nuovo ente conterà in tutto circa 30.000 abitanti. Eppure sono riusciti lo stesso a mettere il campanilismo da parte per intraprendere un percorso nuovo, che porterà loro soltanto benefici. Hanno compreso che, soprattutto in tempi di crisi, le dimensioni hanno il loro peso. E hanno capito che da soli, forse, non sarebbero andati molto lontano.

Il referendum per l’ok alla fusione e per la scelta del nome, invece, non solo ha rappresentato un bell’esercizio democratico di partecipazione dei cittadini alla vita istituzionale, ma anche un grande segnale della forte volontà di crescita e cambiamento di queste comunità, pur molto diverse tra loro per vocazione economica ed assetti geomorfologici. E i vantaggi non saranno solo in termini di visibilità di questo splendido angolo tra Bologna e Modena. Anzi. Questi Comuni saranno oggetto di forti sovvenzioni economiche e saranno esenti dai tagli governativi. Riceveranno un contributo di avviamento pari a 18 milioni di euro, erogati da Stato e Regione. E per i primi due anni di vita il nuovo Comune avrà la deroga al Patto di stabilità, che da qualche hanno a questa parte è il maggior ostacolo per gli amministratori locali, costretti a contenere le spese e a ridurre i servizi per rientrare nei suoi rigidi parametri. Infine, l'unificazione di giunte e consigli comunali porterà un risparmio di circa quattrocentomila euro, tutti reinvestibili sul territorio e destinabili, come già hanno dichiarato i Sindaci coinvolti, all’immediata riduzione dell'Imu sulla prima casa e dell'Irpef. Cosicchè i cittadini saranno i primi ad avvertire nelle proprie tasche il vantaggio di aver scelto una soluzione innovativa per governare il territorio. E stiamo parlando di una quantità di risorse enorme per cinque Comuni di medie dimensioni, che nessuno di loro avrebbe mai potuto ricevere o procurarsi in solitudine.

Viene naturale dire che sono un esempio virtuoso che tanti Comuni d’Italia dovrebbero seguire. Anche e soprattutto nel Mezzogiorno, dove c’è bisogno di fare squadra più che in altre parti del Paese. Allora mi chiedo: se non ora, quando? Se non decidiamo di abbracciare un’opportunità così importante che porta benefici immediati e tangibili, quando mai potremo sperare un futuro migliore per i nostri territori? Sono anni, ormai, che a Racale, Taviano, Melissano ed Alliste-Felline se ne parla. È sorta un’Associazione territoriale che si chiama “5 campanili” e che si sta muovendo nei Comuni di quest’area attraverso dei comitati intercomunali, delle iniziative promozionali, dei dibattiti pubblici. Ma adesso serve la volontà politica di andare avanti.
Ed è alla politica e agli amministratori locali che faccio un accorato appello, perché guardino all’autorevole precedente creato da questi Comuni emiliani, che diventeranno presto la Città di Valsamoggia e potranno godere di aiuti impensabili per qualunque altra comunità di quelle dimensioni. Chiedo che si sforzino – almeno questa volta - di superare le piccole resistenze campanilistiche per avventurarsi in un esperimento istituzionale importante e vantaggioso come pochi. Mi auguro, dunque, che presto arrivi l’iniziativa formale dei nostri e di altri Consigli Comunali per poter procedere ad ascoltare i cittadini mediante un referendum, al fine di costruire davvero una comunità unica, più grande e più prosperosa della somma di quelle attuali, e di generare finalmente coesione ed unità nel Paese delle perpetue divisioni.

(da "La Gazzetta del Mezzogiorno" del 28 novembre 2012)

 

da La Gazzetta del Mezzogiorno

 

 

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