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07/08/2012

Approvato ordine del giorno Ria sulle fusioni di Comuni

TESTO DELL'ORDINE DEL GIORNO  A.C. 5389 – CONVERSIONE IN LEGGE DEL DL 95/2012

La Camera

premesso che:

il provvedimento in discussione, recante disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini, con gli articoli 16-20 si pone l'obiettivo di razionalizzare e ridurre la spesa degli enti territoriali, intervenendo in modo significativo sull’ordinamento istituzionale di tali enti;

in particolare, l’art. 19 contiene nuove disposizioni in materia di Unioni di Comuni, che spingono verso l’esercizio associato di funzioni e servizi, mentre l’art. 20 prevede un utile e importante sostegno ai processi di fusione volontaria realizzati dal 2012 in poi, attraverso un contributo straordinario pari al 20 per cento dei trasferimenti erariali attribuiti per l’anno 2010;

già da tempo l’ordinamento italiano si è diretto verso l’incentivazione e la promozione delle forme di aggregazione degli enti locali, giungendo addirittura a prevedere – nell’ultimo anno - Unioni di Comuni forzose per la gestione associata di tutte le funzioni comunali fra i comuni di minori dimensioni e comunque vincolando i comuni fino a 5000 abitanti (che rappresentano la grande maggioranza dei comuni italiani) ad individuare obbligatoriamente forme di gestione associata delle loro funzioni fondamentali;

già negli anni ’90, con l’art. 26 della legge n. 142/90, il legislatore disponeva che la costituzione di Unioni fra Comuni dovesse avvenire “in previsione di una loro fusione” e che “entro dieci anni dalla costituzione dell'unione” dovesse procedersi alla fusione, pena lo scioglimento dell’Unione stessa;

considerato, inoltre, che:

le attuali e note difficoltà della finanza pubblica e la stretta dal punto di vista dei contributi statali impongono agli enti locali da un lato di contribuire, secondo le loro possibilità, al miglioramento dello stato dei conti pubblici attraverso scelte che comportano economie di spesa e risparmi, e dall’altro di ricercare nuove modalità di finanziamento per investire sul territorio;

le fusioni di comuni rappresentano un importante strumento di cooperazione fra enti locali, con il quale si raggiunge il massimo livello di aggregazione possibile e si producono evidenti vantaggi dal punto di vista economico-finanziario, della programmazione e della gestione ed erogazione dei servizi al cittadino;

esistono oggi nel Paese tantissime Unioni di Comuni costituite, ex art. 32 TUEL, da moltissimi anni, che hanno raggiunto un importante livello di collaborazione ed operano mediante strutture stabili e collaudate;

impegna il Governo

a valutare l’opportunità di intervenire nella disciplina delle Unioni, nel senso di prevedere che i Comuni che partecipano ad una Unione costituita, ai sensi dell’art. 32 del TUEL, da oltre dieci anni, deliberino nel senso di pervenire ad una fusione, attraverso il ricorso alla regione di appartenenza che deve procedere alla consultazione delle popolazioni interessate, ai sensi dell’art. 133 Cost, secondo comma, e che in mancanza di questa deliberazione le Unioni si sciolgano.

Ria

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