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La Mia Attivita' » Dettaglio

14/02/2012

O.D.G. - CONVERSIONE IN LEGGE D.L. 211/2011 - INTERVENTI URGENTI PER IL CONTRASTO DELLA TENSIONE DETENTIVA DETERMINATA DAL SOVRAFFOLLAMENTO DELLE CARCERI

 La Camera,

premesso che:

il testo del decreto-legge in esame contiene modifiche all'ordinamento processuale e all'ordinamento penitenziario per limitare la condizione di sovraffollamento delle carceri;

la questione viene affrontata solo limitatamente al tempo intercorrente tra l'arresto in flagranza di reato e la relativa udienza di convalida, il che rappresenta solo parzialmente le problematiche connesse alla condizione dei detenuti all'interno degli istituti penitenziari;

l'argomento necessita di una trattazione più ampia, di taglio sistematico, che si occupi di risolvere non solo le situazioni temporanee di sovraffollamento, relative agli arresti in flagranza appunto, ma anche e soprattutto il problema del sovrannumero cronico dei detenuti in rapporto allo spazio vitale spettante a ciascuno per garantire gli standard minimi di salute e sicurezza;

l'eccessiva presenza di detenuti nelle carceri italiane, rispetto al numero teoricamente previsto e consentito dalle strutture esistenti ed utilizzate, dipende non tanto dagli arresti in flagranza, quanto dall'esecuzione della misura della custodia cautelare in carcere;

già la disposizione di cui all'articolo 59 della legge n. 354 del 1975 (legge sull'ordinamento penitenziario prevede specificamente la separazione fisica, in istituti diversi, degli imputati sottoposti a misura cautelare da quelli condannati in via definitiva e che tale previsione è stata dettata dal legislatore per salvaguardare la differente posizione umana e giuridica di soggetti comunque internati;

l'VIII Rapporto nazionale sulle condizioni di detenzione (2011) a cura dell'Associazione Antigone evidenzia la presenza di decine di «carceri fantasma», ossia «istituti penitenziari che negli ultimi venti anni e più sono stati costruiti, spesso ultimati, a volte anche arredati e vigilati, che però sono inutilizzati o sotto utilizzati o anche in totale d'abbandono»,


impegna il Governo

a individuare misure di contrasto al sovraffollamento delle carceri di tipo cronico, valutando a tal fine l'opportunità di utilizzare gli istituti penitenziari già costruiti e non funzionanti, con l'ulteriore possibilità di dare attuazione all'articolo 59 della legge sull'ordinamento penitenziario, differenziando gli istituti di custodia preventiva dagli istituti per l'esecuzione delle pene.
9/4909/22. Ria.

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