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La Mia Attivita' » Dettaglio

19/11/2010

Legge di stabilità - Intervento dell'On. Ria sull'esame degli emendamenti

 Emendamento Udc sulll'alleggerimento del Patto di Stabilità per comuni e province  - n. 1.208 

"Con l'emendamento in esame (con il quale chiediamo che non saldo finanziario non siano considerate le spese in conto capitale sostenute dalle province e dai comuni per opere ed interventi nei settori dell'edilizia scolastica, della messa in sicurezza del territorio e della mobilità), l'Udc intende porre all'attenzione dell'Aula il tema dell'alleggerimento del Patto di stabilità interno per i comuni e le province.
Tema che affrontate così come avete affrontato la manovra estiva e, più complessivamente, i provvedimenti (bilancio e legge di stabilità) all'esame del Parlamento in questi giorni.
Il combinato disposto della manovra estiva e di questa legge di stabilità non ottiene quello che oggi è l'unico possibile obiettivo per una politica economica in tempo di crisi, e cioè un equilibrato mix di rigore e di crescita.
Il rigore è a senso unico: si abbatte sugli investimenti (meno 7 miliardi) e sugli enti decentrati (quasi 11,6 miliardi di risparmi sul bilancio dello Stato sui 14 complessivamente previsti), mentre enti locali e regioni contano per meno di un terzo sulla spesa pubblica.
La crescita non sembra essere un problema per questo governo che naviga a vista ormai da molti mesi, eppure lo spazio ci sarebbe se solo vi fosse un atto di coraggio.
Ci sarebbe spazio per un vero allentamento in termini di miglioramento delle condizioni del Patto di stabilità, in particolare per Comuni e Province.
Allora la domanda è: quand'è che definiamo un patto di stabilità che faccia partire la crescita?
E, invece, non vi è nulla di nuovo su questo fronte: il 1° dicembre l'Associazione Nazionale Costruttori edili scenderà in piazza, perchè vi sono decine di migliaia di imprese in sofferenza per i ritardi dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni; in sofferenza perchè non si aprono più cantieri (perchè non vi sono più bandi di gara); in sofferenza perchè anche i cantieri che si potrebbero aprire con cofinanziamenti europei richiedono cofinanziamenti in Italia e quindi non si aprono.
In definitiva il governo ha perso un'altra occasione per riscrivere il Patto di Stabilità di Comuni e Province, fatta eccezione per alcune nuove regole, come la base di riferimento triennale, non più riferita al solo 2007.
E' del tutto evidente che siamo molto lontani dalla soluzione. Per di più, anche le compensazioni di 450 milioni di euro sono incerte, nel senso che da questa cifra ne va detratta una di 14 milioni per Parma ed un'altra indefinita per l'Expo di Milano.
Pertanto, da questa legge di stabilità regioni ed enti locali traggono ben pochi e incerti benefici rispetto ai disastri della manovra estiva, che continuano a produrre gran parte dei loro effetti, mettendo a rischio elevato il welfare, i servizi e frenando gli investimenti locali. L'approvazione del nostro emendamento, che vi esortiamo ad accogliere, almeno attenuerebbe tali effetti. 

 

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