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La Mia Attivita' » Dettaglio

08/03/2011

Interrogazione a risposta orale al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali

Iniziative per preservare l'area interessata dalla scoperta dei reperti archeologici venuti alla luce a Locorotondo (Bari) nel corso dei lavori per la realizzazione della circonvallazione destinata a collegare via Martina Franca e via Fasano - n. 3-01416)

Interrogazione Ria n. 3-01416, concernente iniziative per preservare l'area interessata dalla scoperta dei reperti archeologici venuti alla luce a Locorotondo (Bari) nel corso dei lavori per la realizzazione della circonvallazione destinata a collegare via Martina Franca e via Fasano. 

Testo dell'interrogazione:

Al Ministro per i beni e le attività culturali per sapere,
- - -
Premesso che
- da mesi è in corso di realizzazione, in Locorotondo (BA), il primo tratto di Circonvallazione / Strada Panoramica, destinato a collegare Via Martina Franca a Via Fasano, così da consentire al traffico, in particolare quello pesante, di evitare il centro del paese che, come è noto, è uno dei borghi più belli d’Italia;

- parte del previsto tracciato ricade in Contrada Grofoleo, nota per la presenza, in passato, di antichi insediamenti abitativi;

- nel corso dei lavori, sino ad oggi costati €150.000,00 euro circa, è venuta alla luce numerosi reperti archeologici, tra cui numerose tombe e corpi, in buono stato di conservazione, unitamente a corredi funebri, suppellettili che testimoniano, in tutta probabilità, la presenza, su quei luoghi, di antichissimi insediamenti abitativi;

- secondo le prime valutazioni, operate anche e soprattutto con i responsabili della Sovrintendenza ai beni Archeologici, , si tratterebbe di un’antica Necropoli riconducibile al VI° / V° Secolo A.C.;

- ad oggi si è in attesa di un ulteriore parere da parte della stessa Sovrintendenza, che evidenzi con chiarezza la reale portata di quanto è sino ad oggi emerso, la natura degli interventi e degli approfondimenti da eseguire, per preservare quanto è già emerso e/o potrà ancora emergere, in tutta probabilità;

- nonostante la rilevanza della scoperta, in ragione della mancanza di risorse sufficienti per completare ogni approfondimento necessario, che non potrà prescindere dalla estensione degli scavi e dallo studio accurato dell’intera area interessata, vi è il concreto rischio che l’intero sito archeologico venga restituito alla terra;

- ove ciò dovesse accadere, di certo ne risulterebbe gravemente danneggiata la storia e la cultura di un intero territorio, che certamente merita grande attenzione, nel dovuto rispetto della straordinaria testimonianza del passato che oggi si rivela in tutto il suo valore.


se , compatibilmente con la realizzazione dalla suddetta circonvallazione e nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio, non ritanga di adottare provvedimenti idonei ed adeguati a preservare l’intera area interessata dalla scoperta dei suddetti reperti archeologici e, quindi, della necropoli emersa ad oggi solo in parte;
se non ritenga di individuare e garantite le risorse necessarie per l’estensione degli scavi ed il loro completamento, affinchè possa finalmente emergere appieno ed in tutta la sua estensione ogni testimonianza del passato, a beneficio di tutti ed in particolare delle future generazioni.

Ria, Cera, Ruggeri

La risposta di GIACOMO CALIENDO, Sottosegretario di Stato per la giustizia:

Signor Presidente, l'interrogazione degli onorevoli Ria, Cera e Ruggeri è volta ad avere notizie in merito all'area di Locorotondo, interessata da lavori pubblici, nella quale è stata rinvenuta una necropoli.
Il progetto dell'opera pubblica in questione - realizzazione della circonvallazione-strada panoramica tra via Martina Franca e via Fasano in agro di Locorotondo-Bari - è stato trasmesso alla competente soprintendenza per i beni archeologici dal comune di Locorotondo nel luglio del 2008. Poiché il progetto risultava mancante della verifica preventiva di interesse archeologico prevista per le opere pubbliche ai sensi dell'allora vigente legge n. 109 del 2005 sui lavori pubblici, la soprintendenza richiedeva la documentazione integrativa.
Nel dicembre del 2008, una volta avuta ed esaminata la documentazione richiesta, la soprintendenza esprimeva parere favorevole alla realizzazione dell'opera, ponendo tuttavia diverse condizioni. Esse erano principalmente legate alla necessità di procedere ad accertamenti manuali preventivi, consistenti in saggi di scavo archeologico stratigrafico, affidati ad una ditta che avesse comprovata esperienza nel settore dello scavo archeologico e sotto la direzione scientifica della stessa soprintendenza archeologica; alla necessità della sorveglianza da parte di personale tecnico-scientifico della soprintendenza nell'eventualità di lavori di scavo e spostamento di terra lungo l'intero percorso del tracciato stradale, nonché alla previsione di possibili varianti al progetto originario, per la tutela dei resti archeologici venuti eventualmente in luce nel corso dei lavori.
Così come richiesto dalla soprintendenza in effetti, nel periodo 10 maggio-1o luglio 2010, sono stati effettuati alcuni saggi di scavo archeologico stratigrafico preventivi lungo tutto il tracciato stradale in questione, con particolare riferimento ad alcune particelle, individuate nella Carta del rischio archeologico come caratterizzate da un alto grado di rischio archeologico, non sottoposte a vincolo archeologico ai sensi del codice dei beni culturali.
Tali particelle si trovano in una zona prossima all'area dell'insediamento antico di Grofoleo, sottoposta, invece, a vincolo archeologico. Solo una parte delle particelle interessate dai saggi di scavo hanno restituito alcune testimonianze archeologiche che segnalavano due fasi di occupazione antropica dell'area (necropoli arcaica e tracce di abitato protostorico).
Pertanto, per poter esprimere il parere sulla fattibilità dell'opera stradale nel tratto del tracciato interessato dalle preesistenze archeologiche, la soprintendenza ha chiesto un ulteriore approfondimento ed ampliamento dell'indagine archeologica nel sito, che consentisse una conoscenza completa dell'entità, dell'estensione e del grado di conservazione del deposito archeologico ivi presente. Tale esigenza è stata confermata in sede di Conferenza dei servizi svoltasi presso la soprintendenza di Taranto nel settembre del 2010, alla presenza, oltre che del soprintendente e del funzionario archeologo di zona, anche dell'assessore ai lavori pubblici del comune di Locorotondo, del progettista dell'opera e dei direttori dei lavori.
Gli scavi, ripresi nell'ottobre del 2010, sono stati ultimati in data 11 febbraio 2011 ed hanno consentito la piena conoscenza e l'acquisizione completa della documentazione relativa alle testimonianze archeologiche che ricadono nell'area individuata, corrispondente al tratto del tracciato stradale in connessione con la rotatoria prevista sulla strada per Martina Franca.
Le indagini archeologiche hanno confermato la presenza di un tratto di necropoli utilizzata in due fasi cronologiche, il periodo arcaico-classico (VI-V secolo a.C.) e l'età ellenistica (IV-III secolo a.C.). Si tratta in totale di 37 sepolture a inumazione (singole, doppie e, in un caso, collettive) del tipo a fossa terragna o scavata nel banco roccioso naturale e a cassa litica, che sono state dettagliatamente documentate e recuperate per intero. Lo scavo, inoltre, ha posto in evidenza un tratto di struttura muraria in blocchi calcarei rozzamente sbozzati, conservata per una larghezza massima di 2,50 metri ed una lunghezza di 20 metri, con ogni probabilità delimitante un'area di insediamento risalente al periodo protostorico, che si sviluppa verso nord, in una zona esterna rispetto al tracciato stradale in progetto.
Attualmente la soprintendenza è in attesa che l'impresa esecutrice dei lavori di scavo provveda alla consegna della documentazione tecnico-scientifica degli scavi stessi. Una volta presa visione di quest'ultima, la soprintendenza si riserva di valutare la fattibilità dell'opera pubblica e la sua compatibilità con la irrinunciabile esigenza di conservazione e tutela delle testimonianze archeologiche presenti nel tratto stradale in questione, per esprimere, relativamente agli aspetti di competenza, il parere spettante.
Va sottolineato, infine, che sin dalle fasi iniziali, la soprintendenza archeologica ha segnalato al comune di Locorotondo la necessità di concordare, in tempi brevi, un appropriato programma di valorizzazione del sito di Grofoleo, prevedendo interventi conoscitivi più ampi, non limitati alla zona interessata dal tracciato stradale in argomento, la quale, per altro, come attestano le recenti indagini, rappresenta solo una minima parte dell'insediamento antico.
Il programma di valorizzazione dovrà necessariamente inserirsi in un progetto più generale di tutela del patrimonio archeologico del territorio, finalizzato anche alla stima preventiva degli interventi urbanistici ed infrastrutturali da realizzare e al loro eventuale adeguamento.

 

La replica dell'On. Lorenzo Ria:

Signor Presidente, signor sottosegretario, la ringrazio innanzitutto per la sua cortesia. Devo dichiararmi parzialmente soddisfatto della sua risposta perché, oltre e al di là della descrizione puntuale che lei ha dato della vicenda, non ha detto nulla, tuttavia, con riferimento all'impegno che il Governo avrebbe potuto e, secondo noi, deve assumere con riferimento alle risorse necessarie per l'estensione degli scavi e per il loro completamento, affinché possa finalmente emergere appieno, in tutta la sua estensione, ogni testimonianza del passato, a beneficio di tutti e in particolare delle future generazioni.
Lei lo sa, lo sappiamo tutti, il nostro è un Paese che vanta un patrimonio ingentissimo di beni culturali, anche da un punto di vista archeologico, ed è venuta l'ora che la tutela di questi tesori torni prioritaria nell'azione del Governo.
La cultura, il turismo, la valorizzazione delle tradizioni storiche del nostro Paese sono sempre stati i motori della nostra economia e della coesione nazionale così che è inaccettabile il fatto che proprio il Ministero per i beni e le attività culturali non sappia prendersi cura in maniera adeguata di tutte queste emergenze - naturalmente questa critica non è rivolta alla sua persona che si occupa di ben altro, sappiamo che la giustizia in questo periodo è assorbente su tutto il resto e quindi la ringrazio per questa sua presenza - ma, vuoi l'assenza del Ministro perché dimissionario, vuoi l'assenza oggi anche del sottosegretario, onorevole Giro, comunque, le cose che lei ha detto naturalmente provengono da quel Ministero e da quegli uffici.
Chi mi ha preceduto nell'interpellanza precedente ha già ha ricordato la vicenda di Pompei e non starò qui a ripetere e a rimettere il dito nella piaga ma, quello che voglio dire è che lo Stato deve sentire il dovere di tutelare il valore dell'integrità del nostro patrimonio artistico anche in situazioni come questa, che possono sembrare periferiche o essere meno clamorose per i media, ma che sono importanti per i territori in cui si manifestano.
Per venire alle questioni di cui ci stiamo occupando, ad oggi, nel sito di contrada Gofroleo, si è in attesa, come lei ha ricordato, di ulteriori pareri da parte della stessa sovrintendenza sulla reale portata di quanto sino ad oggi emerso, sulla natura degli interventi necessari e degli approfondimenti da eseguire. Tuttavia, sono stati già espressi pareri tecnici importanti, che esprimono fiducia nell'emersione di importanti ricchezze che richiedono a gran voce la ripresa dell'attività di scavo e l'ampliamento delle aree di indagine anche al fine di confrontare l'area interessata dalla scoperta con altri contesti simili.
Naturalmente, questo significa che servono fondi e competenze. Sui fondi, ciò che lei ha detto è praticamente di scarsissimo rilievo perché non ha fatto riferimento a quello che noi chiedevamo con l'interrogazione, e cioè non ha fatto riferimento alle risorse relative. Per questo noi abbiamo voluto segnalare al Ministero questa vicenda, perché si tratta dell'unico sito archeologico scoperto ad oggi in Valle d'Itria e tutto questo è indispensabile per rilanciare l'immagine, non solo di quel territorio, ma dell'intero Paese che in questo periodo grida allo scandalo per l'incuria e il degrado in generale del patrimonio culturale.
Concludo, signor Presidente, rinnovando l'auspicio affinché il Governo possa intervenire direttamente e concretamente per la ricerca di una soluzione concreta e celere rispetto alla questione che abbiamo sollevato, perché se la strada dovesse continuare il suo percorso - così come era previsto inizialmente e così come ci risulta essere nella volontà degli amministratori locali interessati - e dovesse essere realizzata su quel sito il danno sarebbe davvero molto grave.

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